giovedì 17 aprile 2008

Tartare di fragole e mango

tartare mango e fragole

Sulla falsariga dell'ultima idea postata, un dessert - ma anche cena o quello che vi pare - fresco, leggero, col profumo della menta e dell'acqua di fiori d'arancio. È rapido da fare ed esteticamente gradevole...cosa chiedergli di piú?
L'unica difficoltá della ricetta è rappresentata dal momento magico in cui incrociando le dita e facendo gli scongiuri del caso, si deve sformare la tartare sul piatto. Nel mio caso, la forma ha resistito perfetta giusto il tempo di riuscire a fare qualche scatto ;). Se avete qualche trucchetto fatevi avanti! :)

per due

fragole gr 300
mango maturo 1
acqua di fiori d'arancio 2 cucchiaini (o + a seconda dei gusti)
zucchero 1 cucchiaio raso
menta fresca 1 ciuffo

Mondare le fragole e sbucciare il mango. Ridurre entrambi a tocchetti in una ciotola, aggiungervi l'acqua di fiori d'arancio, lo zucchero e la menta tagliuzzata con le mani. Mescolare e passare in due cerchi di metallo direttamente nei piatti di portata, premendo molto delicatamente per cercare di compattare un pó la frutta. Eliminare i cerchi delicatamente.

martedì 15 aprile 2008

Il lassi di mango

lassi di mango

Con la primavera a me generalmente viene voglia di 'purificarmi', di bere di piú, e non necessariamente acqua. Il lassi è una bevanda a base di yogurt molto conosciuta in India, leggera e rinfrescante che ben si sposa con la gastronomia ultrapiccante di laggiú. Nella mia versione ho aggiunto una grattugiatina leggera di zenzero fresco, che dà una nota piccantina e fa benissimo.
Per lo yogurt io direi scegliete voi: magro o naturale, l'importante è che sia bianco e abbastanza denso. Solo, vi prego! Evitate i vari vitasnella & affini addizionati di aspartame, anche perchè se il mango è maturo non serve lo zucchero :)

per uno:
yogurt bianco 1 vasetto
latte fresco 1/2 bicchiere
mango maturo 1/2
zenzero fresco 1 pezzetto

Frullare brevemente, aggiungere lo zenzero grattugiato e passare in frigo. Pronto per farvi sentire bene!

domenica 13 aprile 2008

Le ciambelline al vino

ciambelline al vino

Un pó pugliesi e un pó laziali, visto che mi sono ispirata in gran parte alla ricetta di Adriano ma poi quando mi sono vista in panne perchè l'impasto non si comportava come avrebbe dovuto ho chiesto consiglio alla mamma :)
Dunque, dalle mie parti questi biscotti si trovano in qualsiasi panetteria. Diverso è dire che la versione commerciale venga apprezzata da tutti, poichè da noi il rispetto e l'amore per le cose fatte con le proprie mani è innato. Ora, suppongo che un ragionamento simile possa essere traslato nel laziale, dove la ricetta prevede l'aggiunta di semi di anice che in effetti io ho utilizzato, ma polverizzati e impastati col resto degli ingredienti. Il risultato è croccante come piace a me, e con questa forma bella florida e cicciotta che invita all'assaggio:) Buone-buone se accompagnate con latte fresco bianco.

farina gr 400
fecola di patate gr 50
farina di riso gr 50
zucchero semolato gr 120
olio evo gr 25
olio di semi gr 75
vino bianco gr 100 circa
ammoniaca per dolci 1 cucchiaino da caffè
sale
zucchero semolato per lo spolvero
anice in polvere 2 cucchiaini

Setacciare le farine. Disporle in una ciotola ed aggiungere i 120 gr di zucchero e gli altri ingredienti. Scaldare il vino bianco ed impastare con quello, aggiungendo eventualmente acqua calda poco alla volta se la pasta risultasse difficile da mettere insieme. Avvolgere in pellicola trasparente e mettere in frigo per un paio d’ore.
Staccare pezzi di pasta e farne con le mani dei filoncini del diametro di un cm circa: dividerli in pezzi regolari e richiudere ognuno a ciambella. Passarne la superficie nello zucchero semolato giá a portata di mano in un piatto e disporre i biscotti sulla placca foderata di carta forno. Cuocere a 180-200 gradi per una ventina di minuti e fino a doratura.

giovedì 10 aprile 2008

La pasta da choux di Pierre Hermé

choux


Aerei e voluminosi...cosí vorremmo che venissero sempre i nostri choux. Questa ricetta è assolutamente degna di fiducia - arriva dal Larousse des Desserts e l'ho fatta diverse volte con soddisfazione, con leggere modifiche - e vi spiegheró anche qualche piiiiccolo trucchetto per evitare qualsiasi rischio di flop. E poi...voglia di una farcitura di crema pasticcera? La ricetta è qui. :)

per 500 gr di pasta (una quarantina di choux medio-piccoli)

acqua 8 cl
latte fresco intero 10 cl
sale 1 cucchiaino da caffè
zucchero 1 cucchiaino da caffè
farina gr 100
uova 3
burro gr 75

Allora...siccome ho un pó di dimestichezza con questo impasto, stavolta mi è girato di invertire le dosi di acqua e latte (in poche parole: latte 8 cl e acqua 10 cl). Invece, non ho avuto la buona idea di riflettere sulle quantitá di uova e farina...Mi spiego: a differenza del solito, in frigo avevo uova belle grandi e, come da ricetta, ne ho usate tre. Fatto sta che, al momento di incorporare il terzo uovo, ho giá avuto ocme il presentimento che la pasta non sarebbe rimasta soda al punto giusto. Sospetto confermato: a fine lavorazione, il 'ciuffetto' in cima alla pasta che ci dice se è perfetta, anzichè restar su si adagiava mollemente su sè stesso, grrr! ;) Ovviamente sono andata avanti e sono venuti abbastanza bene, ma anzichè svilupparsi in verticale sono rimasti un pó bassi. A parte questo nessun inconveniente rilevante. The bottom line: se le uova sono medio-piccole, avanti senza problemi; in caso contrario, aggiungere le prima due uova ed infine nel caso solo il tuorlo del terzo uovo, e l'handicap dovrebbe essere superato. Fatemi sapere! :)

Disporre acqua e latte in una casseruola; agiungere sale, zucchero e burro. Portare ad ebollizione mescolando con una spatola in legno. Aggiungere in un solo colpo la farina setacciata e mescolare energicamente finchè il composto non si distacca dalle pareti e dal fondo del recipiente; poi mescolando ancora ed abbassando la fiamma, lasciare un paio di minuti ancora sul fuoco. Passare l'impasto in una ciotola, intiepidire e cominciare ad aggiungere le uova uno ad uno incorporando ciascun uovo prima di unire il seguente. Lavorare ancora la pasta con energia e pazienza - credo proprio che il robot o il ken possano essere d'aiuto - finchè non è omogenea e vellutata. Questo passaggio è fondamentale per favorire lo sviluppo della pasta in cottura. Poi, con un sac à poche - non fate come me che stavolta ho usato il cucchiaino..;) - deporre piccole quantitá di pasta sulla placca rivestita di carta e cuoere al centro del forno a 210 gradi circa per una ventina di minuti circa, sorvegliando la cottura.

martedì 8 aprile 2008

Post-bis

Due post in un giorno, mi sa che non capita mai piú. L'edizione straordinaria è dovuta al premio assegnatomi da Nino (grazie mille ancora!) e che io, per par condicio ;) - si puó dire a qualche giorno dalle elezioni? - attribuisco idealmente ad ognuno di voi: tutti quelli che passano, che ripassano, che commentano o restano in silenzio. Questa è una buona occasione per ringraziarvi tutti quanti!

p.s. Non sono riuscita a trovare una foto carina - reale, non un disegno - di foca che non fosse protetto da copyright. Qualcuno è cosí gentile da prestarmela? :)

Fagottini agli ortaggi

fagottini agli ortaggi

Oggi un'ideuzza veloce e sciué sciué, antipasto o aperitivo, fate voi! Noi ci abbiamo cenato perció ho solo dimezzato le dosi, originariamente per 6 persone. Adattata dal numero di maggio 2007 de La Cucina Italiana. La foto è orenda ;). Un giorno avró un banco ottico!

pasta sfoglia gr 200
asparagi, carote, zucchine in dadolata: circa 200 gr
prosciutto cotto+scamorza (o formaggio filante) a dadini: gr 100 in totale
mandorle a lamelle 1 cucchiaio
uovo 1
olio evo/sale e pepe

Saltare in pochissimo olio le verdure per qualche minuto, salare e pepare. Stendere la pasta sfoglia, cospargerla con le mandorle,piegarla a metá e ridistenderla ad uno spessore di mezzo cm scarso, poi tagliarla in quadrati. Pennellare i quadrati con l'uovo battuto, disporli in uno stampo multiplo da muffin (senza imburrare) e riempirli con la dadolata di verdure, prosciutto e formaggio. Sollevare i bordi incrociandoli a mó di fagottino, pennellare con l'uovo rimanente ed infornare per 15-20 min a 200 gradi (per me a 220, ad una temperatura inferiore il mio forno avrebbe 'sciolto' la pasta sfoglia impedendole di cuocere). ¡Qué aproveche!


giovedì 3 aprile 2008

Un fiore di ragazza

ciclamini rosa

Non io ma la persona che rivolgendosi a me dice: ''sono qui per donarti un premio, a mio dire molto speciale.
speciale come te che al di la di quel monitor mi regali una moltitudine di ricette stupende, e anche se non so molto di te, mi fido!..''

Queste le parole di Claudia. Cla, sei un tesoro :). Ti ringrazio e accetto con gioia. Sai cosa? Dovremmo ritrovarci 'scittate' al sole della tua Sicilia a leggere insieme il nostro eroe Montalbano. Il massimo dalla vita!
6e3dd6f97015a31aff60c0123b276b09.jpg
I miei due vanno a Monica 'La zuccheriera' e Adele 'Violamelanzana', miei chouchou fin da quando ho iniziato a 'bloggare' :)

Feliz fin de semana!

Il regolamento
Questo premio non vuol'essere un famelico scambio link. E' per questo motivo che ogni BlogAutore che lo riceverà potrà a sua volta premiarne soltanto altri 2..DUE..Blog..Dovrete semplicemente dare una motivazione al premiato. Sono esclusi tutti quei blog che si occupino di pedofilia-razzisti-offensivi-e altra spazzatura varia... Il premio verrà ritirato su questa pagina (non vi sono vincoli sul posizionamento lo potrete inserire dove vi è più consono )Quando si sarà accettato il Premio ed esposto sul proprio Blog si prega di segnalarcelo tramite commenti.

martedì 1 aprile 2008

La delizia di limone,

delizia al limone

pensando a Sal de Riso. Dico 'pensando' perchè ho preso la ricetta da un forum adattandola un pó, perció sicuramente non rispecchia l'originale al 100%. Sta di fatto che sono andate via come il pane durante il pranzo di Pasqua :).
Si tratta di uno dei numerosi dolci che hanno fatto conoscere il pasticcere anche all'estero, e uno dei suoi cavalli di battaglia. Ma quando riusciró ad andare a Minori ad assaggiare qualcuna delle sue creazioni? Se fosse vero che il mondo è piccolo mi basterebbe girare l'angolo :P.
Dunque dunque, tornando alle delizie (anzi, delizzzie, chè una z sola non basta), ho preparato il pan di spagna in anticipo cosí come le scorzette di limone candito. Volevo una base molto soffice quindi ho ridotto la quantitá di farina - rispetto a questa ricetta per esempio - ed il risultato è stato soddisfacente. La farcitura si compone di una crema al limone genere lemon curd, 'tagliata' poi con mezzo litro scarso di crema pasticcera (la ricetta qui) : ho usato questa crema anche per coprire le delizie, unendovi della panna montata molto leggermente. Il risultato è piu lucido di quello che si trova generalmente in pasticceria per via della ridotta quantitá di panna, ma a me piace cosí! :)

la base (per 15-20 delizie)
6 uova
150 gr zucchero
scorza di 1 limone grattugiato
100 gr farina
1 cucchiaino lievito polvere

la crema al limone
2 uova
60 gr zucchero
60 gr burro
succo + scorza di 2 limoni

la bagna
100 ml acqua
100 ml limoncello
50 gr zucchero velo

il limone caramellato
zeste di 2 limoni ricavate con il rigalimoni

inoltre:
200 ml circa panna

Per il pan di spagna, montare a nastro chiaro con le fruste tuorli e 100 grammi di zucchero. Montare gli albumi a nevi e terminare sempre montando con lo zucchero rimanente. Aggiungere ai tuorli il limone, la farina setacciata, gli albumi mescolando dal basso verso l'altro delicatamente ed infine il lievito incorporando con cura tutti gli ingredienti. Imburrare gli stampini semisferici e riempirli a metá con il composto. Infornare a 180 gradi circa per una ventina di minuti. Raffreddare e sformare.
Per la crema, filtrare il succo di limone e bollirlo con le scorze, poi eliminarle. frullare uova e zucchero, aggiungere burro a pezzetti e succo di limone. Portare sul fuoco e far addensare.
Per preparare la bagna far bollire gli ingredienti per 5 minuti, filtrare e lasciar intiepidire.
Preparare anche la crema pasticcera e farla raffreddare.
Per le scorze caramellate, sbianchire bollendo per due minuti le scorze partendo dall'acqua fredda, poi sobbollire per 15 min in 10 cl acqua e 50 gr di zucchero; far raffreddare. Mescolare le due creme con cura. Poi, con un sac à poche farcire le delizie una ad una dal basso - non occorre inciderle prima in nessun modo - ed inzupparle leggermente con la bagna. Unire la panna poco montata alla crema rimanente (se necessario, renderla piú fluida con del limoncello o poca panna liquida) ed irrorare con questa le delizie disposte eventualmente su una gratella. Decorare con ciuffetti di panna ed il limone caramellato.

mercoledì 26 marzo 2008

Il pane alla ricotta

pane alla ricotta


Oggi ricettina senza premesse né didascalie, tra la valigia da preparare ed un'altra ricorrenza in famiglia da archiviare, fra chiacchiere, risate e tavole imbandite :)
Fonte: La Cucina Italiana di marzo 2008. Modifiche: la rivista indica due tipi di farina: la o e un'altra definita ''speciale per pizza''. Non sapendo bene come interpretare quest'ultima (manitoba?oppure?) ho preferito utilizzare solo farina tipo 0. Il risultato è un pane soffice e dal profumo delicato, buono anche dopo diversi giorni!

farina 0 gr 550
ricotta gr 250
lievito di birra gr 25 o una bustina di lievito granulare
cannella polvere
olio evo gr 50 - sale

Mescolare lievito e 250 grammi di farina ed impastarla con 150-200 gr d'acqua . Coprire l'impasto con un canovaccio umido e lasciar lievitare finchè non sará triplicato di volume (ci vorranno circa 2 ore). Setacciare la ricotta, o schiacciarla con una forchetta se è piú morbida, unirvi l'impasto lievitato e lavorare i due ingredienti. Sciogliere due cucchiaini di sale in 100 gr di acqua tiepida, unire un grosso pizzico di cannella e mescolare con l'olio. Unire al composto precedente questo mix e la farina rimanente. Lavorare con cura e a lungo fino ad ottenere un impasto liscio e non appiccicoso; coprirlo di nuovo e lasciarlo riposare una mezzora.
Riprendere l'impasto, sgonfiarlo delicatamente, spolverizzarlo di farina ed ungerlo con dell'olio. Dividerlo in due e modellare due pagnotte. Disporle su un canovaccio infarinato e farle riposare per mezz'ora; poi, ribaltarle su una teglia foderata di carta forno e farle lievitare per un¡ora circa o finchè il volume non sará raddoppiato.
Infine spolverizzarle di farina e praticarvi dei tagli, preferibilmente con una lametta per evitare di 'strappare' la pasta. Infornare il pane a 200 gradi per 30-40 minuti.

venerdì 21 marzo 2008

La scarcella, Buona Pasqua!

Scarcella pugliese


La scarcella - ''scarcédd'' - fa parte della tradizione pasquale pugliese e del barese in particolare. Fatte con una pasta simil-frolla a base di farina 00, zucchero, olio evo - burro questo sconosciuto ;) - latte e poco lievito, si trovano ancora in molte pasticcerie e panetterie. Accomuna questo dolce ad altre preparazioni di Pasqua tipiche di molte zone d'Italia la presenza dell'uovo, elemento universalmente simbolo di vita e di rinascita.
In famiglia mi raccontano que anni fa si facevano molto piú spesso anche in casa, creando forme simpatiche specie quando erano destinate ai bambini, perció ad esempio sagome di civettuole borsette o bamboline - ''púp'' - piuttosto che di piccoli animali come cavallino o pulcino a seconda che il ricevente fosse una bimba o un maschietto.
La decorazione della colomba nella foto, fatta dalla cara Anna che qui ha una panetteria,è fatta con codette e pastiglie di cioccolato: in alternativa si usa piú semplicemente glassa reale bianca con o senza altre piccole aggiunte.

mercoledì 19 marzo 2008

La tortilla de patatas

tortilla finger food

Da sempre caposaldo della cucina di qui, rivisto e reinterpretato da ogni cocinero (cuoco, chef) che si rispetti, la tortilla de patatas è presente in tutte le case e nei locali di cucina tradizionale e non. Qui propongo la versione 'semplice', forse attualizzata soltanto nelle proporzioni, poichè in casa si usa preparare una unica - e comoda - tortilla grande da dividere in piú porzioni. Ora che ci penso peró, probabilmente mi sono ispirata a quella che propongono alla cafetería del Teatriz, conosciuto risto del centro sorto anni fa negli spazi di un ex teatro - da qui il nome - e ricreato in collaborazione con Philippe Starck (nota per i design-addicted) ;)
Tornando alla nostra tortilla, che come ormai sará evidente, raccoglie eserciti di estimatori - io stessa ne sono diventata golosa da quando sono qua - pur essendo apparentemente banale e prevedendo tre soli ingredienti ha bisogno di un pó di attenzione e di pazienza. Fondamentali, patate adatte alla frittura e uova freschissime, piú un pochino di tempo a disposizione. Infatti, ho verificato di persona come non è facilissimo oggi mangiare una buona tortilla a Madrid fuori casa: la ricetta vuole a tutti i costi che le patate vengano fritte, non lessate come invece - orrore! - tanti locali fanno per stringere i tempi. Ma la tortilla del Teatriz è buona, e la mia, ehm, non ha granché da invidiarle. Se lo dice il mio fidanzato che è per metá madrileno c'è da crederci...;P
Ah, è una buona idea aggiungere questa ricetta al cestino della merenda di Pasquetta. Mangiata con del buon pane fresco è un vero piacere!
Nota a margine (ma non troppo...): normalmente si utilizza olio d'oliva per la frittura delle patate. Questo, pur dando un risultato piú sano sotto certi aspetti, puó 'appesantire' il risultato finale...ed anche un pó la digestione. Di contro, l'olio di girasole, che poco filologicamente ho preferito quest'ultima volta, risolve il problema. A voi la scelta :).

per 4-5 minitortillas o una piú grande

patate da friggere medie 3
uova grandi 1 (2 se uova piccole)
cipolla bianca 1/2
sale

Sbucciare le patate, ridurle a lamelle sottili, magari con l'attrezzo grattugia-affetta per far prima, ed affettare molto sottile anche la cipolla. Scaldare olio abbondante in una padella del diametro di max 20 cm e buttarvi patate e cipolle. A questo punto, occorre seguire un pó la cottura: le patate, rilasciando amido, tenderanno ad ammucchiarsi: perfetto! Voltarle via via che si dorano su tutti i lati e continuare a friggere a fuoco vivo: per questa quantitá di patate ho calcolato 5 minuti abbondanti. Una volta fritto il composto di patate e cipolle, trasferirlo su un piatto scolando l'olio. Ora, battere le uova, salare - la quantitá di sale dovrá 'condire' anche le patate - ed aggiungere al composto; versarlo nella padella dopo aver eliminato tutto l'olio e dorare un lato della tortilla. Poi utilizzando un piatto piano girarla - darle la vuelta - e cuocere l'altro lato.
Volendo farle piccole, disporre nella padella usata per friggere o meglio ancora in una piccola da blinis un coppapasta e cuocere le tortillas una ad una: ci si mette piú tempo ma sono cosí carine...:)
Infine: una tortilla ben fatta é dorata fuori ma leggermente cremosa all'interno.

sabato 15 marzo 2008

Il pan brioche ideale. Pasquetta si avvicina!


pan brioche

Ho provato tante volte a fare il pan brioche: con la ricetta della mamma, della zia e della cugina. Quella della collega di lavoro ispirata e quell'altra rubata mentre ero dal parrucchiere.
Questa qui peró é quella definitiva, sul serio. Ha un sapore giustamente neutro cosí da poter essere ottimo compagno per roba dolce e salata, la texture leggermente 'cremosa', la crosticina sottile caramellata dorato scuro. Insomma, gli manca solo la parola ;). Provatelo!
Ricetta presa dal numero di ottobre 2007 de La Cucina Italiana e leggermente modificata nelle quantitá di liquidi: a seconda della capacitá di assorbimento della farina spesso bisogna fare cosí. Di conseguenza, le quantitá di latte ed acqua dell'impasto che indico possono anche essere leggermente ridotte. L'importante è 'sentire' la pasta consistente, liscia ed elastica.  

il pastello lievitato:
farina 200 gr
lievito di birra 15 gr 
un mix di acqua e latte tiepidi: 60 gr +60 gr

l'impasto:
farina 300 gr 
1 uovo + 2 tuorli
zucchero 30 gr 
sale
latte 60 gr
acqua 60 gr 
burro morbido 60 gr

Impastare gli ingredienti del pastello, coprire e lasciar raddoppiare.
Impastare poi a mano o nel robot con la farina le uova lo zucchero ed una presa di sale. Unire acqua e latte tiepidi, poi il burro. Continuare a lavorare fino ad ottenere la giusta consistenza. Disporre l'impasto in una ciotola, coprirlo e lasciar riposare una ventina di minuti affinchè perda in elasticitá. Dividere la pasta in due parti e farne due rettangoli, con un lato di 30 cm circa: arrotolare ciascuno sul lato lungo e porli in due stampi a cassetta (per me uno a cassetta ed uno da cake...) unti di olio. Spennellare di olio anche i rotoli, coprirli e lasciare che riempiano gli stampi: i miei ci hanno messo circa due ore. Infornarli a 21o gradi per 20 minuti circa, poi abbassare la temperatura a 180 gradi e cuocere ancora per 5 min circa. In questa ultima fase ho dovuto metterli direttamente sulla base del forno, sennó sotto mi rimanevano bianchi e tristanzuoli, sgrunt ;).
Sfornarli e raffreddarli su una gratella.

mercoledì 12 marzo 2008

La zuppa di fragole di Heston Blumenthal

Heston Blumenthal's strawberry soup

Ho sentito parlare di questo chef per la prima volta quando il suo ristorante nel Berkshire (Uk) The Fat Duck ha ricevuto la terza stella e la palma di miglior locale al mondo.
Da quel momento in poi, nella mia testa é diventato uno di quei nomi capaci di far tremare i mestoli ;) al solo pronunciarlo. Invece l'altro giorno in rete ho trovato questa ricetta e mi sono detta: é semplice, perché non provare? L'unico piccolo handicap, se puó essere definito tale, é che la zuppa dovrebbe essere fatta con un giorno di anticipo poiché prevede succo di fragole ottenuto per 'gocciolamento' un pó sulla falsariga del latte di mandorle. Ne vale la pena peró!
Oltretutto, consiglio di utilizzare la polpa risultante dalla preparazione del succo per farsi una bella maschera idratante - non scherzo, giuro! Io l'ho fatta mettendo il di cui tra due garze e poggiandolo sul viso. L'ho trovato un rimedio interessante - pelle molto piú morbida dopo - ed un ottimo antidoto al Tg delle 20, dal quale per una volta ho preferito farmi guardare. Solo, assicuratevi eventualmente che il fidanzato/marito/partner sia in giro da qualche altra parte...

per 4

il succo di fragole:
fragole mature 500 gr pulite e tagliate a pezzi
zucchero velo 1 cucchiaio
acqua 1 cucchiaio

la zuppa:
fragole mature 500 gr pulite e tagliate a pezzi
zucchero 1 cucchiaio
arancia 1
limone 1/2 
vino rosso fruttato 125 ml
acqua di fiori d'arancio 1 cucchiaio
pepe nero 
olio evo per condire

Per preparare il succo disporre fragole acqua e zucchero in una ciotola, coprirla con film trasparente e piazzarla in un altro recipiente con un paio di dita d'acqua portata a leggera ebollizione. Sobbollire un'ora circa, poi versare il contenuto della ciotola in una garza, richiuderla e lasciarla sospesa per una notte su un recipiente per far colare il succo delle fragole.
Per la zuppa, macerare insieme per due ore fragole, zucchero ed il succo di fragole prima preparato. Ricavare le zeste da arancia e limone facendo attenzione ad evitare la parte bianca. Spremere i due frutti.
Bollire per un paio di minuti il vino finché l'alcol evapori, aggiungere zeste e succo di arancia e limone, sobbollire a fuoco basso finché il liquido non si é ridotto del 50%. Colare e raffreddare.
Frullare ora le fragole macerate con il vino; aggiungere l'acqua di fiori d'arancio ed assaggiare: unire un pó di zucchero o succo d'arancia a seconda dei gusti. Infine mescolare ed aggiungere pepe appena macinato ed olio evo.


lunedì 10 marzo 2008

Tartellette mimosa

None

Questa non sapevo neanche se postarla o meno. Giá perché adoro la mimosa che peró viene solitamente associata all'8 marzo, ed a me la festa della donna un pochino fa venire l'orticaria...beninteso: sono e mi sento assolutamente femminile, ed anche in un certo senso 'femminista' - suona cosí male peró, come tanti 'ismi' - fatto sta che forse sotto sotto mi condiziona la cultura delle mie origini, laddove fino a non molto tempo fa l'8 marzo significava perlopiú uscite all'insegna della trasgressione - e ognuno esprima il concetto come gli va - tra amiche probabilmente frustrate durante il resto dell'anno.
Ma ripeto, seppure vissuta indirettamente, questa é soltanto la mia esperienza...

Torniamo a noi: visto che alla fine ho deciso di postare, anche perché sennó mi dimentico pure di come le ho fatte, ecco qua la ricetta :)
La base arriva dal blog di Adriano, perció rimando al link per dosi e procedimento. Grazie a lui forse ho trovato la ricetta definitiva per la pasta frolla. La farcitura proviene invece da qui, ed é il grande PH che devo ringraziare. Last but not least, il pan di spagna delle 'mimose' che decorano le crostatine...beh, é la ricetta che si usa da sempre nella mia famiglia. 'Mazza che match!
I dettagli:
  1. ho fatto metá dose della ricetta originale di pasta frolla, e l'ho congelata da subito in due panetti piatti, utilizzandone poi uno per le tartellette.
  2. ho ridotto la quantitá di scorza di limone e di burro presente nella crema al limone di PH, pardonnez-moi!
  3. per la cottura del pds ho utilizzato uno stampo da cake. Una volta cotto, l'ho diviso in tre parti orizzontalmente e ricavato agevolmente i miei cubetti. Col pds rimasto ho fatto dei mini-sandwich alla marmellata spolverandoli poi di zucchero a velo.
la crema al limone:
zeste di 1 limone grattugiata + 10cl scarsi di succo
uova 2
zucchero 135 gr
burro a temp ambiente gr 100 (165 nella ricetta originale)
Mescolare in una ciotola uova e zucchero con zeste e succo di limone. Cuocere a bagnomaria mescolando ogni tanto fino alla temperatura di 82-85 gradi max. Colare la crema con un passino e raffreddarla mettendola a contatto con un altro recipiente con acqua e cubetti di ghiaccio. Quando la crema raggiunge i 55-60 gradi, aggiungere il burro a pezzetti montandola con una frusta. Lasciar riposare in frigo un paio d'ore prima di utilizzare.
il pan di spagna:
uova 3 freschissime
zucchero 3 cucchiai colmi
farina 3 cucchiai colmi
lievito in polvere 1/2 cucchiaino
Battere tuorli e zucchero finché non saranno chiari e spumosi. Montare gli albumi a neve ferma. Setacciare la farina ed aggiungerla ai tuorli mescolando con cura. Infine, incorporare piano un paio di cucchiaiate di albumi e poi i restanti albumi lavorando dal basso verso l'alto per non smontare la preparazione. Unire il lievito e versare in uno stampo da cake rivestito di carta forno. Infornare per circa 40 min a 180 gradi.

Per la cottura della base, dopo aver rivestito gli stampini di pasta frolla, lasciarli riposare in frigo un pó e poi cuocerli in bianco, 10 min con carta e fagioli ed altri 10 senza per cuocere la pasta uniformemente. Sformare e raffreddare, farcire con la crema ormai fredda e ricoprire con i dadini di pds. Decorare.

mercoledì 5 marzo 2008

Gelato alla pera con salsa al bourbon

Pear ice cream with bourbon sauce


Qualche giorno sono finalmente riuscita a trovare delle pere come si deve: sode, non troppo mature ma dolcissime. Perfette per farci il gelato! E pazienza se qui - come mi pare anche in Italia - é praticamente tornato l'inverno...ed ho riacceso i termosifoni :)
Fonte: timesonline
Ho adattato la ricetta ed eliminato il Calvados della ricetta originale, visto che avrei usato il whisky nella salsa. Sono certa peró che l'aggiunta di questo o anche di qualche cucchiaio di grappa di pere possa dare al sapore delle sfumature interessanti.

per 1/2 kg abbondante di gelato:

pere martine o kaiser 3
latte fresco intero 200 gr
panna 150 gr
tuorli 2
zucchero 80 gr
succo di 1 limone
vaniglia 1/2 stecca

per la salsa al bourbon:

zucchero bruno 85 gr
amido 1 cucchiaio
burro 50 gr (io ne ho usato meno)
bourbon whisky 6 cucchiai
acqua bollente 300 gr

Sbucciare le pere, ridurle in quarti e poi in cubetti; unire subito il succo di limone per rallentare l'ossidazione del frutto e portare sul fuoco; sobbollire una decina di minuti al massimo.
Frullare le pere e lasciarle raffreddare. Ricavare i semini incidendo la vaniglia con un coltellino, aggiungere bacca e semi al latte e scaldare bene. Battere tuorli e zucchero, aggiungere il latte a filo e poi preparare una crema inglese, mescolando su fuoco dolce fino a 82-85 gradi di temperatura o finché la crema vela il cucchiaio. Lasciar raffreddare la crema, poi unire le pere ed infine la panna. Mantecare nella gelatiera.
Per la salsa, mescolare in una piccola pentola zucchero e amido, aggiungere l'acqua e portare sul fuoco, poi lasciar sobbollire qualche minuto a fuoco medio. Ritirare dal fuoco, incorporare il burro a pezzetti ed infine il whisky.
Versarla sul gelato quasi subito per il classico, piacevole effetto freddo-caldo.