domenica 22 giugno 2008
La pizza al taglio, come in pizzeria
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angie
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sabato 14 giugno 2008
Angelica col ''barbatrucco''
lievito preliminare
135 gr farina manitoba
13 gr lievito di birra (nella ricetta originale: io ne ho usati non piú di 10)
75 gr acqua
impasto
400 gr farina manitoba
75 gr zucchero
120 gr latte tiepido
3 tuorli
1 cucchiaino di sale
yogurt bianco naturale gr 100
cioccolato fondente al 55% gr 100
burro fuso gr 50 scarsi
glassa
2 cucchiai colmi di zucchero velo
acqua
Sciogliere il lievito nell'acqua, unirlo alla farina e lasciar fermentare per mezzora circa.
Mescolare in una ciotola farina, zucchero e sale: unire il latte, i tuorli e lo yogurt. Una volta ottenuto un composto omogeneo, lavorare per qualche minuto e passarlo sul piano di lavoro. Aggiungere il fermento preparato prima e lavorare con cura affinchè i due impasti siano perfettamente amalgamati. Ungere lievemente la ciotola e passarvi l'impasto, coprire e lasciar lievitare per un paio d'ore. Spezzettare il cioccolato. A questo punto passare la pasta di nuovo sulla spianatoia e stenderla ad uno spessore di un paio di millimetri circa per ottenere un rettangolo. Ricoprirla con il cioccolato ed arrotolarla per il lato piú lungo. Poi, con un coltello a lama liscia, incidere longitudinalmente il cilindro ottenuto ed intrecciare i due rotoli di pasta, facendo in modo che la parte incisa rimanga in alto. Chiudere a ciambella e trasferire su una teglia rivestita di carta forno o in uno stampo rotondo (io ho fatto cosí e il dolce è risultato parecchio alto). Lasciar lievitare ancora fino al raddoppio, ci vorranno 45 min circa.
Infornare a 200 gradi per una ventina di minuti, coprendo eventualmente con carta argentata se dovesse scurirsi in fretta. Infine, 'sporcare' con la glassa preparata mescolando lo zucchero a velo con poche gocce d'acqua.
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martedì 27 maggio 2008
La lunga strada verso casa
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lunedì 26 maggio 2008
Gâteau basque
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giovedì 22 maggio 2008
Dreams can come true (I sogni possono avverarsi)
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giovedì 1 maggio 2008
Cartolina da Biarritz
Per fare il bagno, nonostante il tempo relativamente bello era un pó troppo presto, almeno per me che amo le calde acque del Mediterraneo ;) - diverso per gli inglesi visti in spiaggia, ben piú spregiudicati visto che tanti stavano lí coi torsi bianchicci all'aria - ma dato il mono (espressione gergale spagnola che significherebbe piú o meno 'stato di astinenza', in questo caso astinenza dalla spiaggia) che avevo addosso, è stato uno stupendo anticipo di bella stagione.
Biarritz, per quello che ho avuto modo di vedere, è una cittadina dove i locali ti accolgono col sorriso (in Francia??!!) ed i prezzi sono piú miti di quanto ci si potrebbe aspettare (è vero che era bassa stagione, ma Biarritz è pur sempre Biarritz!). Insomma, è stato particolare sentirsi subito 'a casa', cosa che non mi succede a Parigi :).
Siamo stati a Capbreton e Seignosse, frequentatissima quest'ultima da kite-surfer arrivati quel pomeriggio piú o meno alla spicciolata verso le 5 per lanciarsi sulle onde - la zona è molto conosciuta tra i giovani per questo - e soprattutto, stando in albergo in centro, abbiamo avuto modo di gironzolare un pochino per il mercato - Les Halles - carino e soprattutto aperto tutte le mattina domenica compresa, e uscire la mattina non troppo tardi per procurarci una bella colazione mischiandoci alla gente del posto: un must quando viaggio! Alla pasticceria Loubère abbiamo mangiato ottimi pain au chocolat preparati dall'omonima famiglia che gestisce il locale, fatti con il cioccolato Valrhona e accompagnati da un café au lait abbondantissimo e iperbollente come piace a me (anche se magari non troppo ortodosso...;) Puro piacere!
Bon bon, ecco gli indirizzi dell'albergo e della panetteria-pasticceria in questione :)
Hotel Alcyon
8 rue Maison Suisse
64200 Biarritz
Pâtisserie Loubère
11 rue Larralde (anche in 55 av Verdun)
64200 Biarritz
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Labels: viaggi
domenica 27 aprile 2008
Daring Bakers April Challenge
Le 'sfide' mensili funzionano cosí: a turno, un componente del gruppo si incarica di scegliere una ricetta che tutti dovranno eseguire senza variazioni, se non quelle di volta in volta previste e 'permesse'. Per Aprile, Elle e Deborah hanno pensato a questi lecca-lecca di cheesecake, preparato in forno col metodo del bagnomaria, che consente di avere un dolce chiaro, senza crosticina dorata. Il concetto quindi è: classico e giocoso allo stesso tempo :o) Spazio alla ricetta!
per circa 15 lecca-lecca:
formaggio fresco tipo philadelphia gr 600 scarsi
zucchero gr 130
farina gr 10
sale 1 pizzico
tuorli 2
uova 2
estratto puro di vaniglia 1 cucchiaio
vaniglia 1/2 stecca
panna gr 30
cioccolato bianco gr 200 circa
decorazioni a piacere
Scaldare il forno a 160 gradi e bollire dell'acqua in una pentola. Battere insieme in una ciotola formaggio, zucchero, farina, sale. Aggiungere le uova ed i tuorli una alla volta, incorporando bene dopo ogni aggiunta, poi unire panna,estratto di vaniglia piú i semini ricavati dalla stecca.
Ungere una teglia - io ho usato uno stampo da plumcake - versarvi il composto e posizionarlo in uno stampo piú grande, da riempire con l'acqua prima scaldata fino a metá altezza. Cuocere al centro del forno per un'ora circa, poi rimuovere dal bagnomaria, lasciar intiepidire e raffreddare in frigo anche fino al giorno dopo. Successivamente, ricavare palline di cheesecake con un cucchiaio o l'attrezzo per servire il gelato e deporle su un vassoio rivestito di carta forno. Inserire in ogni pallina uno stecco da lecca lecca e passare in freezer un'ora almeno.
Sciogliere il ciocco bianco a bagnomaria, passarvi velocemente i lecca lecca di cheesecake, uno ad uno, cercando di rivestirli completamente, poi rotolarli nella decorazione scelta, che puó essere biscotto da cheesecake pestato grossolanamente, frutta secca, o come nel mio caso, caramelle colorate comprate a Milano l'ultima volta che ci sono stata :).
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Labels: Daring Bakers
sabato 19 aprile 2008
Diritti d'autore
L'obiettivo è fare un annuncio: da lunedi saró a Roma, alla CdG - acronimo di Cittá del Gusto - per un corso, IL corso di cucina professionale. La mia proverbiale riservatezza tinta di scaramanzia non poteva in alcun modo impedirmi di condividere questa meganovitá, del resto agli amici le cose vanno raccontate giusto? :) Non mi pare vero, è un sogno che diventa realtá. La valigia è ancora vuota ma la mia rituale lista-delle-cose-assolutamente-da-ricordare non solo è pronta ma è pure troppo lunga come al solito. Madrid, a presto!
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giovedì 17 aprile 2008
Tartare di fragole e mango
L'unica difficoltá della ricetta è rappresentata dal momento magico in cui incrociando le dita e facendo gli scongiuri del caso, si deve sformare la tartare sul piatto. Nel mio caso, la forma ha resistito perfetta giusto il tempo di riuscire a fare qualche scatto ;). Se avete qualche trucchetto fatevi avanti! :)
per due
fragole gr 300
mango maturo 1
acqua di fiori d'arancio 2 cucchiaini (o + a seconda dei gusti)
zucchero 1 cucchiaio raso
menta fresca 1 ciuffo
Mondare le fragole e sbucciare il mango. Ridurre entrambi a tocchetti in una ciotola, aggiungervi l'acqua di fiori d'arancio, lo zucchero e la menta tagliuzzata con le mani. Mescolare e passare in due cerchi di metallo direttamente nei piatti di portata, premendo molto delicatamente per cercare di compattare un pó la frutta. Eliminare i cerchi delicatamente.
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martedì 15 aprile 2008
Il lassi di mango
Per lo yogurt io direi scegliete voi: magro o naturale, l'importante è che sia bianco e abbastanza denso. Solo, vi prego! Evitate i vari vitasnella & affini addizionati di aspartame, anche perchè se il mango è maturo non serve lo zucchero :)
per uno:
yogurt bianco 1 vasetto
latte fresco 1/2 bicchiere
mango maturo 1/2
zenzero fresco 1 pezzetto
Frullare brevemente, aggiungere lo zenzero grattugiato e passare in frigo. Pronto per farvi sentire bene!
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domenica 13 aprile 2008
Le ciambelline al vino
Dunque, dalle mie parti questi biscotti si trovano in qualsiasi panetteria. Diverso è dire che la versione commerciale venga apprezzata da tutti, poichè da noi il rispetto e l'amore per le cose fatte con le proprie mani è innato. Ora, suppongo che un ragionamento simile possa essere traslato nel laziale, dove la ricetta prevede l'aggiunta di semi di anice che in effetti io ho utilizzato, ma polverizzati e impastati col resto degli ingredienti. Il risultato è croccante come piace a me, e con questa forma bella florida e cicciotta che invita all'assaggio:) Buone-buone se accompagnate con latte fresco bianco.
farina gr 400
fecola di patate gr 50
farina di riso gr 50
zucchero semolato gr 120
olio evo gr 25
olio di semi gr 75
vino bianco gr 100 circa
ammoniaca per dolci 1 cucchiaino da caffè
sale
zucchero semolato per lo spolvero
anice in polvere 2 cucchiaini
Setacciare le farine. Disporle in una ciotola ed aggiungere i 120 gr di zucchero e gli altri ingredienti. Scaldare il vino bianco ed impastare con quello, aggiungendo eventualmente acqua calda poco alla volta se la pasta risultasse difficile da mettere insieme. Avvolgere in pellicola trasparente e mettere in frigo per un paio d’ore.
Staccare pezzi di pasta e farne con le mani dei filoncini del diametro di un cm circa: dividerli in pezzi regolari e richiudere ognuno a ciambella. Passarne la superficie nello zucchero semolato giá a portata di mano in un piatto e disporre i biscotti sulla placca foderata di carta forno. Cuocere a 180-200 gradi per una ventina di minuti e fino a doratura.
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giovedì 10 aprile 2008
La pasta da choux di Pierre Hermé
per 500 gr di pasta (una quarantina di choux medio-piccoli)
acqua 8 cl
latte fresco intero 10 cl
sale 1 cucchiaino da caffè
zucchero 1 cucchiaino da caffè
farina gr 100
uova 3
burro gr 75
Allora...siccome ho un pó di dimestichezza con questo impasto, stavolta mi è girato di invertire le dosi di acqua e latte (in poche parole: latte 8 cl e acqua 10 cl). Invece, non ho avuto la buona idea di riflettere sulle quantitá di uova e farina...Mi spiego: a differenza del solito, in frigo avevo uova belle grandi e, come da ricetta, ne ho usate tre. Fatto sta che, al momento di incorporare il terzo uovo, ho giá avuto ocme il presentimento che la pasta non sarebbe rimasta soda al punto giusto. Sospetto confermato: a fine lavorazione, il 'ciuffetto' in cima alla pasta che ci dice se è perfetta, anzichè restar su si adagiava mollemente su sè stesso, grrr! ;) Ovviamente sono andata avanti e sono venuti abbastanza bene, ma anzichè svilupparsi in verticale sono rimasti un pó bassi. A parte questo nessun inconveniente rilevante. The bottom line: se le uova sono medio-piccole, avanti senza problemi; in caso contrario, aggiungere le prima due uova ed infine nel caso solo il tuorlo del terzo uovo, e l'handicap dovrebbe essere superato. Fatemi sapere! :)
Disporre acqua e latte in una casseruola; agiungere sale, zucchero e burro. Portare ad ebollizione mescolando con una spatola in legno. Aggiungere in un solo colpo la farina setacciata e mescolare energicamente finchè il composto non si distacca dalle pareti e dal fondo del recipiente; poi mescolando ancora ed abbassando la fiamma, lasciare un paio di minuti ancora sul fuoco. Passare l'impasto in una ciotola, intiepidire e cominciare ad aggiungere le uova uno ad uno incorporando ciascun uovo prima di unire il seguente. Lavorare ancora la pasta con energia e pazienza - credo proprio che il robot o il ken possano essere d'aiuto - finchè non è omogenea e vellutata. Questo passaggio è fondamentale per favorire lo sviluppo della pasta in cottura. Poi, con un sac à poche - non fate come me che stavolta ho usato il cucchiaino..;) - deporre piccole quantitá di pasta sulla placca rivestita di carta e cuoere al centro del forno a 210 gradi circa per una ventina di minuti circa, sorvegliando la cottura.
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martedì 8 aprile 2008
Post-bis
p.s. Non sono riuscita a trovare una foto carina - reale, non un disegno - di foca che non fosse protetto da copyright. Qualcuno è cosí gentile da prestarmela? :)
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Fagottini agli ortaggi
pasta sfoglia gr 200
asparagi, carote, zucchine in dadolata: circa 200 gr
prosciutto cotto+scamorza (o formaggio filante) a dadini: gr 100 in totale
mandorle a lamelle 1 cucchiaio
uovo 1
olio evo/sale e pepe
Saltare in pochissimo olio le verdure per qualche minuto, salare e pepare. Stendere la pasta sfoglia, cospargerla con le mandorle,piegarla a metá e ridistenderla ad uno spessore di mezzo cm scarso, poi tagliarla in quadrati. Pennellare i quadrati con l'uovo battuto, disporli in uno stampo multiplo da muffin (senza imburrare) e riempirli con la dadolata di verdure, prosciutto e formaggio. Sollevare i bordi incrociandoli a mó di fagottino, pennellare con l'uovo rimanente ed infornare per 15-20 min a 200 gradi (per me a 220, ad una temperatura inferiore il mio forno avrebbe 'sciolto' la pasta sfoglia impedendole di cuocere). ¡Qué aproveche!
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Labels: entrées
giovedì 3 aprile 2008
Un fiore di ragazza
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angie
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