domenica 22 giugno 2008

La pizza al taglio, come in pizzeria

pizza al taglio


Ariécchime! Slang finto romanesco a parte, torno con una ricettina niente male, appresa da questo signore (cheeef!! Ma tu un sito tutto tuo quando???) un pó di giorni fa quando io ed una collega abbiamo fatto da gentili assistenti durante il corso tenutosi presso la CdG. L'argomento? Pizza!
Finalmente oggi, nella tranquillitá del mio appartamento da studentessa, vuoto perchè le altre ragazze erano al mare (ah, spiagge...dovrete aspettarmi fino ad agosto!) mi sono messa a smanettare tra forno e fornelli, ed ora son qui a raccontare dalla mia finestra che guarda dritto dritto verso una Cittá del Gusto che fatico ad immaginare spoglia di tutto il fermento che la anima nel corso della settimana, da mattina presto fino a sera tardi :)
Orbene, tornando all'argomento del post,comincio col dire, a rischio di sembrare pedante anzi pallosa, che la pizza è un'arte difficile. Quante pizze nell'ordine appena decenti o decisamente mediocri ci è capitato di assaggiare fuori casa? A me diverse. 
A casa ho cominciato a cimentarmi ormai vari anni fa, ma è stato solo dopo le due serate al corso che ho davvero interiorizzato alcuni gesti ed un certo modo di 'sentire' gli impasti che probabilmente rappresentano la chiave per avere un buon prodotto. Perció, se è senz'altro vero che i professionisti nel campo lavorano con standard, materie prime e parametri particolari e diversi rispetto a noi amatori, è altrettanto vero che si puó avere in casa una pizza in teglia ben fatta, equilibrata e digeribile. Come? Con quello che segue, ossia un impasto indiretto. È vero, bisogna organizzarsi in anticipo perchè il tutto deve stazionare in frigo 24 ore circa, peró ne vale la pena. Allora mani in pasta!

per una placca da forno standard:
farina 00 gr 200
farina Manitoba gr 200
acqua gr 300
lievito di birra gr 10
sale fino gr 8-10
olio evo 2 cucchiaini circa
semola rimacinata per la spianatoia

per farcire:
1)fette di patata tagliate sottili e regolari ed immerse in acqua fredda, poi asciugate
peperoncino secco
polpa di mezza bacca di vaniglia
2)zucchine
erba cipollina
bacche di pepe rosa (ero a corto, *¿¡**Ç! Ho sostituito con pepe macinato al momento)
fior di latte tagliato a pezzi piccoli e lasciato a scolare almeno un'ora
3)quant'altro vi venga in mente: abbinamenti classici o azzardati, è giusto provare di tutto!

Setacciare le due farine sul piano di lavoro disporle a fontana. Sottrarre al totale del quantitativo di acqua 200 gr, sciogliervi il lievito ed unire alla farina raccogliendola via via e riportandola al centro. Lavorare con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo, sbatterlo e riportarlo ripetutamente sulla spianatoia. Sará molto consistente ma è giusto cosí. Ora, aggiungere il sale a pioggia sull'impasto, e continuare a lavorare incorporandolo uniformemente; aggiungere l'olio e fare in modo di amalgamarlo nel composto. Infine aggiungere l'acqua rimanente e lavorare energicamente: a questo punto l'impasto tenderá inizialmente a 'stracciare': niente paura! Man mano che si impasta tutta l'acqua verrá assorbita dalla farina. Quando la pasta è liscia ed uniforme, raccoglierla a palla e metterla in una ciotola unta d'olio. Chiudere con il coperchio o rivestire semplicemente con pellicola, e mettere in frigo a 4 gradi fino al giorno successivo, poi portare a temperatura ambiente e lasciar riposare un paio d'ore al massimo (non è tassativo comunque tenere la pasta in frigo esattamente 24 ore: se per motivi di 'planning' dovette tagliare un pó i tempi, no problem)
Al momento giusto, con un gesto della mano 'a coppa' prelevare la pasta dalla ciotola e porla testa in giú sulla spianatoia infarinata leggermente con la semola. Raccogliere di nuovo a palla e lasciar riposare una mezzora circa per consentire all'impasto di tornare a 'distendersi' ulteriormente.
Spennellare di olio la teglia e accendere il forno (no ventilato: il mio, elettrico e portato a 220 gradi, mi ha dato un risultato accettabile). Riprendere la pasta e stenderla sulla spianatoia infarinata con un movimento dei polpastrelli ritmico, dal centro verso il basso e dai lati verso l'alto (credetemi...è piú semplice da fare che da spiegare!). Portare la pasta con attenzione ed usando entrambe le mani sulla teglia, poi pareggiarla delicatamente per fare in modo che abbia uno spessore abbastanza uniforme. Ho detto abbastanza...;).
Infine, disporre il ripieno tenendo a mente alcune regole di base:
-le spezie prima di ogni altro ingrediente, fará in modo che non brucino;
-la mozzarella non a diretto contatto con la pasta, perchè la inumidirebbe rendendo difficoltosa la cottura.
Finalmente, dopo tutto questo ambaradan, sará arrivato il momento di cuocere la nostra creatura :), quindi disporre nella parte bassa del forno, e dedicarsi ad altro per una decina di minuti al massimo in modo da resistere alla tentazione di aprire il forno anzitempo ;): causerebbe una perdita di temperatura. Spostare poi la teglia in alto e terminare la cottura (considerate comunque che sono indicazioni di massima: ahimé, non è possibile fare stime esatte di tempi e temperature visto che ogni forno è diverso dall'altro)
Sfornare e gioire :) oppure, be', saltare questo post a pié pari e andare dritti dritti da Pino Arletto qui:

Il tagliapizza
Via della Magliana 128A
Roma

sabato 14 giugno 2008

Angelica col ''barbatrucco''

Angelica

La riconoscete? È la strasperimentata Angelica delle Sorelle Simili, solo che appunto c'è il barbatrucco ;). Non avevo burro sufficiente in casa, ma DOVEVO fare questa ricetta, perció zac! Vai di yogurt. Altra differenza: il cioccolato al posto di uvetta e scorzette candite nella farcitura. Orsù, non storcete il naso, vi assicuro che il risultato è parecchio interessante, con un alibi in piú visto che siamo quasi al via per la prova bikini! Be', quasi dai...


lievito preliminare

135 gr farina manitoba

13 gr lievito di birra (nella ricetta originale: io ne ho usati non piú di 10)

75 gr acqua


impasto

400 gr farina manitoba

75 gr zucchero

120 gr latte tiepido

3 tuorli

1 cucchiaino di sale

yogurt bianco naturale gr 100

cioccolato fondente al 55% gr 100

burro fuso gr 50 scarsi

glassa

2 cucchiai colmi di zucchero velo

acqua

Sciogliere il lievito nell'acqua, unirlo alla farina e lasciar fermentare per mezzora circa.

Mescolare in una ciotola farina, zucchero e sale: unire il latte, i tuorli e lo yogurt. Una volta ottenuto un composto omogeneo, lavorare per qualche minuto e passarlo sul piano di lavoro. Aggiungere il fermento preparato prima e lavorare con cura affinchè i due impasti siano perfettamente amalgamati. Ungere lievemente la ciotola e passarvi l'impasto, coprire e lasciar lievitare per un paio d'ore. Spezzettare il cioccolato. A questo punto passare la pasta di nuovo sulla spianatoia e stenderla ad uno spessore di un paio di millimetri circa per ottenere un rettangolo. Ricoprirla con il cioccolato ed arrotolarla per il lato piú lungo. Poi, con un coltello a lama liscia, incidere longitudinalmente il cilindro ottenuto ed intrecciare i due rotoli di pasta, facendo in modo che la parte incisa rimanga in alto. Chiudere a ciambella e trasferire su una teglia rivestita di carta forno o in uno stampo rotondo (io ho fatto cosí e il dolce è risultato parecchio alto). Lasciar lievitare ancora fino al raddoppio, ci vorranno 45 min circa.

Infornare a 200 gradi per una ventina di minuti, coprendo eventualmente con carta argentata se dovesse scurirsi in fretta. Infine, 'sporcare' con la glassa preparata mescolando lo zucchero a velo con poche gocce d'acqua.

martedì 27 maggio 2008

La lunga strada verso casa





Roma boccheggia, ed io con lei. Nel giro di due giorni, le temperature si sono alzate cosí tanto che, se attraversi un quartiere 'etnico' come Marconi nel modo in cui faccio io quotidianamente, pensi di essere a Bangkok piuttosto che a Kuala Lumpur, con l'unica differenza che puoi rifugiarti da Feltrinelli, sul viale, e beccárti felice un getto di aria condizionata capace di lasciarti rattrappito per la cervicale un'intera settimana. Nel tratto che faccio a piedi con le fauci piú secche del Kalahari penso alla fontana perennemente aperta di via Alessandro VII (sissignori, qui si fanno nomi e cognomi) che per la prima volta da quando l'ho vista mi appare in tutta la sua provvidenziale utilitá, mentre il sole all'orizzonte mi accoglie pallido e stemperato di grigio, degno di quei pomeriggi d'agosto che a Roma non ho visto ma che immagino piú o meno cosí. Ho i piedi gonfi, sono puzzolente di pesce fino al midollo (giá, a scuola ne abbiamo esaminato, eviscerato, manipolato, cotto, lessato e fritto per tutta la giornata). Dura la vita dell'aspirante cuoco! :)

lunedì 26 maggio 2008

Gâteau basque



gâteau basque

Eccomi di ritorno! Ad un mese dal trasferimento a Roma, e adesso che il periodo di assestamento è passato, ho ripreso a cucinare anche a casa nel weekend :)
L'ispirazione arriva da qui :D, perchè com'era naturale, il gâteau basque preso a Biarritz si era guadagnato il suo bravo posticino nella lista delle ricette da riprodurre a casa. Due mesi son passati ma alla fine ce l'ho fatta a metter mano all'impresa! E mi pare giusto parlarne subito, anche per riprendere il discorso interrotto nell'ultimo post :)
Come si puó immaginare, questa preparazione prevede numerose varianti: quella considerata pú autentica avrebbe come farcitura le ciliege nere di Itxassou, localitá in Aquitania dove il frutto è festeggiato anche con un evento annuale. Tuttavia, esiste anche una versione alla crema (assaggiate entrambe, bien sûr! :) per non parlare poi della pasta che funge da involucro, che puó essere arricchita di volta in volta con mandorle o nocciole, avere piú o meno burro. In questo mare magnum di informazioni, ho comparato diverse ricette ed ho cercato di venir fuori con qualcosa le cui proporzioni tra i diversi ingredienti incontrassero il mio gusto. Ecco il risultato tenuto conto che avevo a portata di mano delle belle ciliege arrivate dritte dritte dalla Puglia...

per uno stampo da 26 cm circa:

burro pomata gr 140
zucchero gr 140
polvere di mandorle gr 100
tuorli 2 (uova grandi) 
farina gr 300
lievito in polvere gr 4 (circa mezzo cucchiaino)

la farcitura:

latte fresco intero 1/4 di litro
tuorli 2
zucchero gr 50
scorza di limone non trattato
farina gr 30
ciliege snocciolate gr 300 abbondanti
zucchero gr 50 (per le ciliege)

e ancora:
1 tuorlo per dorare

Per la pasta, mescolare farina, farina di mandorle e lievito. Battere il burro con lo zucchero ed aggiungere i tuorli, incorporare bene e terminare con gli ingredienti secchi prima mescolati. La risultante deve avere una consistenza simile alla frolla. Avvolgere in carta trasparente e lasciar riposare in frigo un'oretta. Passare alla crema: scaldare il latte con la scorza di limone - solo la parte gialla - ed eventualmente lasciare le scorze un pó in infusione nel latte. Battere tuorli e zucchero in una casseruola, aggiungere la farina, mescolare ed unire il latte caldo dopo aver eliminato le scorze. Portare sul fuoco e lasciar addensare, raffreddare. Mettere le ciliege in un pentolino, aggiungere lo zucchero e circa 150 ml d'acqua, calcolare cinque minuti circa di cottura dal momento dell'ebollizione. Trasferire le ciliege in un colino per asciugarle e raffreddarle. Lo sciroppo risultante puó essere lasciato ancora a sobbollire a fuoco basso, e ridotto di circa la metá puó essere utilizzato per decorazioni dolci o anche salate.
Ungere di burro la tortiera e accendere il forno a 200 gradi. Dividere l'impasto a metá e stenderlo con il mattarello. Foderare la tortiera con una delle due parti, tenendo i bordi leggermente piú alti. Stendere sull'impasto la crema ormai fredda e distribuirvi le ciliege. Ricoprire con l'altra metá di impasto steso, saldare i bordi. Spennellare la superficie della torta con il tuorlo battuto con un goccio d'acqua ed infornare per 25 minuti circa, coprendo eventualmente con alluminio se dovesse colorarsi troppo in fretta. 
Nota: dopo la cottura ho aspettato prima di sformarla: il dolce è friabile e a rischio 'collasso' ;). Eventualmente per facilitare l'operazione si puó utilizzare uno stampo con cerchio apribile.


giovedì 22 maggio 2008

Dreams can come true (I sogni possono avverarsi)




datterino

Ero una bambina che desiderava piú di ogni altra cosa al mondo il dolce forno Harbert (miiiitico, ve lo ricordate?). Oggi è stata una giornata di lavoro splendida, grazie a questo signore, subito votato all'unanimitá come uno dei migliori insegnanti che avremo la fortuna di avere. È carismatico, è 'maestro' nel vero senso della parola, è cool! Il gruppo si è mosso fluido ed efficace, mentre lui dirigeva alla stregua del migliore dei direttori d'orchestra...Mesi fa, armandomi di coraggio 'affrontai' la delicata esperienza di preparare dei pomodori confit seguendo una sua ricetta, recuperata sul web. Mai avrei potuto immaginare che l'autore della ricetta, alle novemmezza di oggi, mi avrebbe parato davanti una enorme boule del tondo e solare ortaggio, assegnandomi il compito di eseguire la preparazione :) Mentre scottavo, pelavo e riducevo in petali sotto lo sguardo vigile ma bonario del nostro, confusa e felice, vedevo una bambina che tanti anni fa con la paghetta settimanale comprava Guidacucina preferendolo al giornale di Barbie, e dal parrucchiere con la mamma ritagliava avidamente gli inserti di ricette pubblicati da Gioia e Grazia e pensavo...Dreams can come true! :)

giovedì 1 maggio 2008

Cartolina da Biarritz

(Bi)arritz

Nooo tranquilli, non è che saltabecchi da un posto all'altro come una cavalletta ;), è solo che siamo stati per una visita-lampo nella zona dei Pirenei che si affaccia sull'Atlantico, e appunto a Biarritz, i primi di aprile, e dato che sognavo di andare a curiosare lí da tanto tempo non potevo non farvi partecipi di questo piccolo weekend all'insegna del relax e della scoperta.
Per fare il bagno, nonostante il tempo relativamente bello era un pó troppo presto, almeno per me che amo le calde acque del Mediterraneo ;) - diverso per gli inglesi visti in spiaggia, ben piú spregiudicati visto che tanti stavano lí coi torsi bianchicci all'aria - ma dato il mono (espressione gergale spagnola che significherebbe piú o meno 'stato di astinenza', in questo caso astinenza dalla spiaggia) che avevo addosso, è stato uno stupendo anticipo di bella stagione.
Biarritz, per quello che ho avuto modo di vedere, è una cittadina dove i locali ti accolgono col sorriso (in Francia??!!) ed i prezzi sono piú miti di quanto ci si potrebbe aspettare (è vero che era bassa stagione, ma Biarritz è pur sempre Biarritz!). Insomma, è stato particolare sentirsi subito 'a casa', cosa che non mi succede a Parigi :).
Siamo stati a Capbreton e Seignosse, frequentatissima quest'ultima da kite-surfer arrivati quel pomeriggio piú o meno alla spicciolata verso le 5 per lanciarsi sulle onde - la zona è molto conosciuta tra i giovani per questo - e soprattutto, stando in albergo in centro, abbiamo avuto modo di gironzolare un pochino per il mercato - Les Halles - carino e soprattutto aperto tutte le mattina domenica compresa, e uscire la mattina non troppo tardi per procurarci una bella colazione mischiandoci alla gente del posto: un must quando viaggio! Alla pasticceria Loubère abbiamo mangiato ottimi pain au chocolat preparati dall'omonima famiglia che gestisce il locale, fatti con il cioccolato Valrhona e accompagnati da un café au lait abbondantissimo e iperbollente come piace a me (anche se magari non troppo ortodosso...;) Puro piacere!
Bon bon, ecco gli indirizzi dell'albergo e della panetteria-pasticceria in questione :)

Hotel Alcyon
8 rue Maison Suisse
64200 Biarritz

Pâtisserie Loubère
11 rue Larralde (anche in 55 av Verdun)
64200 Biarritz

Mi intrufolo a posteriori per dire che ho cercato in tutti i modi la web dei Loubère ma senza successo. Non vi resta che andare a Biarritz e provare i loro dolci!;)

domenica 27 aprile 2008

Daring Bakers April Challenge

cheesecake pops

Nemmeno io ho resistito: da questo mese dovrei far parte - ehm, corso permettendo - della folta schiera di persone in tutto il mondo che ogni mese impastano, mescolano, infornano e si divertono: i famigerati Daring Bakers! Come forse immaginate, questo è un periodo un pó incasinato: sono da poco a Roma, non ho ancora una stanza e quel che è peggio in questo senso non ho la mia cucina ed i miei attrezzi, perció sarebbe stato impossibile 'produrre' in questi giorni. Allora come rimediare? Mi sono organizzata con un pó di anticipo, neanche tanto in veritá, se si pensa che ho fotografato la ricetta nel bel mezzo dei preparativi della mia partenza...ma per il blog si fa questo ed altro :)
Le 'sfide' mensili funzionano cosí: a turno, un componente del gruppo si incarica di scegliere una ricetta che tutti dovranno eseguire senza variazioni, se non quelle di volta in volta previste e 'permesse'. Per Aprile, Elle e Deborah hanno pensato a questi lecca-lecca di cheesecake, preparato in forno col metodo del bagnomaria, che consente di avere un dolce chiaro, senza crosticina dorata. Il concetto quindi è: classico e giocoso allo stesso tempo :o) Spazio alla ricetta!

per circa 15 lecca-lecca:
formaggio fresco tipo philadelphia gr 600 scarsi
zucchero gr 130
farina gr 10
sale 1 pizzico
tuorli 2
uova 2
estratto puro di vaniglia 1 cucchiaio
vaniglia 1/2 stecca
panna gr 30
cioccolato bianco gr 200 circa
decorazioni a piacere

Scaldare il forno a 160 gradi e bollire dell'acqua in una pentola. Battere insieme in una ciotola formaggio, zucchero, farina, sale. Aggiungere le uova ed i tuorli una alla volta, incorporando bene dopo ogni aggiunta, poi unire panna,estratto di vaniglia piú i semini ricavati dalla stecca.
Ungere una teglia - io ho usato uno stampo da plumcake - versarvi il composto e posizionarlo in uno stampo piú grande, da riempire con l'acqua prima scaldata fino a metá altezza. Cuocere al centro del forno per un'ora circa, poi rimuovere dal bagnomaria, lasciar intiepidire e raffreddare in frigo anche fino al giorno dopo. Successivamente, ricavare palline di cheesecake con un cucchiaio o l'attrezzo per servire il gelato e deporle su un vassoio rivestito di carta forno. Inserire in ogni pallina uno stecco da lecca lecca e passare in freezer un'ora almeno.
Sciogliere il ciocco bianco a bagnomaria, passarvi velocemente i lecca lecca di cheesecake, uno ad uno, cercando di rivestirli completamente, poi rotolarli nella decorazione scelta, che puó essere biscotto da cheesecake pestato grossolanamente, frutta secca, o come nel mio caso, caramelle colorate comprate a Milano l'ultima volta che ci sono stata :).

sabato 19 aprile 2008

Diritti d'autore

GR


Sono quelli che qualcuno potrebbe chiedermi per questa foto scattata ieri. Speriamo di no! ;)
L'obiettivo è fare un annuncio: da lunedi saró a Roma, alla CdG - acronimo di Cittá del Gusto - per un corso, IL corso di cucina professionale. La mia proverbiale riservatezza tinta di scaramanzia non poteva in alcun modo impedirmi di condividere questa meganovitá, del resto agli amici le cose vanno raccontate giusto? :) Non mi pare vero, è un sogno che diventa realtá. La valigia è ancora vuota ma la mia rituale lista-delle-cose-assolutamente-da-ricordare non solo è pronta ma è pure troppo lunga come al solito. Madrid, a presto!

giovedì 17 aprile 2008

Tartare di fragole e mango

tartare mango e fragole

Sulla falsariga dell'ultima idea postata, un dessert - ma anche cena o quello che vi pare - fresco, leggero, col profumo della menta e dell'acqua di fiori d'arancio. È rapido da fare ed esteticamente gradevole...cosa chiedergli di piú?
L'unica difficoltá della ricetta è rappresentata dal momento magico in cui incrociando le dita e facendo gli scongiuri del caso, si deve sformare la tartare sul piatto. Nel mio caso, la forma ha resistito perfetta giusto il tempo di riuscire a fare qualche scatto ;). Se avete qualche trucchetto fatevi avanti! :)

per due

fragole gr 300
mango maturo 1
acqua di fiori d'arancio 2 cucchiaini (o + a seconda dei gusti)
zucchero 1 cucchiaio raso
menta fresca 1 ciuffo

Mondare le fragole e sbucciare il mango. Ridurre entrambi a tocchetti in una ciotola, aggiungervi l'acqua di fiori d'arancio, lo zucchero e la menta tagliuzzata con le mani. Mescolare e passare in due cerchi di metallo direttamente nei piatti di portata, premendo molto delicatamente per cercare di compattare un pó la frutta. Eliminare i cerchi delicatamente.

martedì 15 aprile 2008

Il lassi di mango

lassi di mango

Con la primavera a me generalmente viene voglia di 'purificarmi', di bere di piú, e non necessariamente acqua. Il lassi è una bevanda a base di yogurt molto conosciuta in India, leggera e rinfrescante che ben si sposa con la gastronomia ultrapiccante di laggiú. Nella mia versione ho aggiunto una grattugiatina leggera di zenzero fresco, che dà una nota piccantina e fa benissimo.
Per lo yogurt io direi scegliete voi: magro o naturale, l'importante è che sia bianco e abbastanza denso. Solo, vi prego! Evitate i vari vitasnella & affini addizionati di aspartame, anche perchè se il mango è maturo non serve lo zucchero :)

per uno:
yogurt bianco 1 vasetto
latte fresco 1/2 bicchiere
mango maturo 1/2
zenzero fresco 1 pezzetto

Frullare brevemente, aggiungere lo zenzero grattugiato e passare in frigo. Pronto per farvi sentire bene!

domenica 13 aprile 2008

Le ciambelline al vino

ciambelline al vino

Un pó pugliesi e un pó laziali, visto che mi sono ispirata in gran parte alla ricetta di Adriano ma poi quando mi sono vista in panne perchè l'impasto non si comportava come avrebbe dovuto ho chiesto consiglio alla mamma :)
Dunque, dalle mie parti questi biscotti si trovano in qualsiasi panetteria. Diverso è dire che la versione commerciale venga apprezzata da tutti, poichè da noi il rispetto e l'amore per le cose fatte con le proprie mani è innato. Ora, suppongo che un ragionamento simile possa essere traslato nel laziale, dove la ricetta prevede l'aggiunta di semi di anice che in effetti io ho utilizzato, ma polverizzati e impastati col resto degli ingredienti. Il risultato è croccante come piace a me, e con questa forma bella florida e cicciotta che invita all'assaggio:) Buone-buone se accompagnate con latte fresco bianco.

farina gr 400
fecola di patate gr 50
farina di riso gr 50
zucchero semolato gr 120
olio evo gr 25
olio di semi gr 75
vino bianco gr 100 circa
ammoniaca per dolci 1 cucchiaino da caffè
sale
zucchero semolato per lo spolvero
anice in polvere 2 cucchiaini

Setacciare le farine. Disporle in una ciotola ed aggiungere i 120 gr di zucchero e gli altri ingredienti. Scaldare il vino bianco ed impastare con quello, aggiungendo eventualmente acqua calda poco alla volta se la pasta risultasse difficile da mettere insieme. Avvolgere in pellicola trasparente e mettere in frigo per un paio d’ore.
Staccare pezzi di pasta e farne con le mani dei filoncini del diametro di un cm circa: dividerli in pezzi regolari e richiudere ognuno a ciambella. Passarne la superficie nello zucchero semolato giá a portata di mano in un piatto e disporre i biscotti sulla placca foderata di carta forno. Cuocere a 180-200 gradi per una ventina di minuti e fino a doratura.

giovedì 10 aprile 2008

La pasta da choux di Pierre Hermé

choux


Aerei e voluminosi...cosí vorremmo che venissero sempre i nostri choux. Questa ricetta è assolutamente degna di fiducia - arriva dal Larousse des Desserts e l'ho fatta diverse volte con soddisfazione, con leggere modifiche - e vi spiegheró anche qualche piiiiccolo trucchetto per evitare qualsiasi rischio di flop. E poi...voglia di una farcitura di crema pasticcera? La ricetta è qui. :)

per 500 gr di pasta (una quarantina di choux medio-piccoli)

acqua 8 cl
latte fresco intero 10 cl
sale 1 cucchiaino da caffè
zucchero 1 cucchiaino da caffè
farina gr 100
uova 3
burro gr 75

Allora...siccome ho un pó di dimestichezza con questo impasto, stavolta mi è girato di invertire le dosi di acqua e latte (in poche parole: latte 8 cl e acqua 10 cl). Invece, non ho avuto la buona idea di riflettere sulle quantitá di uova e farina...Mi spiego: a differenza del solito, in frigo avevo uova belle grandi e, come da ricetta, ne ho usate tre. Fatto sta che, al momento di incorporare il terzo uovo, ho giá avuto ocme il presentimento che la pasta non sarebbe rimasta soda al punto giusto. Sospetto confermato: a fine lavorazione, il 'ciuffetto' in cima alla pasta che ci dice se è perfetta, anzichè restar su si adagiava mollemente su sè stesso, grrr! ;) Ovviamente sono andata avanti e sono venuti abbastanza bene, ma anzichè svilupparsi in verticale sono rimasti un pó bassi. A parte questo nessun inconveniente rilevante. The bottom line: se le uova sono medio-piccole, avanti senza problemi; in caso contrario, aggiungere le prima due uova ed infine nel caso solo il tuorlo del terzo uovo, e l'handicap dovrebbe essere superato. Fatemi sapere! :)

Disporre acqua e latte in una casseruola; agiungere sale, zucchero e burro. Portare ad ebollizione mescolando con una spatola in legno. Aggiungere in un solo colpo la farina setacciata e mescolare energicamente finchè il composto non si distacca dalle pareti e dal fondo del recipiente; poi mescolando ancora ed abbassando la fiamma, lasciare un paio di minuti ancora sul fuoco. Passare l'impasto in una ciotola, intiepidire e cominciare ad aggiungere le uova uno ad uno incorporando ciascun uovo prima di unire il seguente. Lavorare ancora la pasta con energia e pazienza - credo proprio che il robot o il ken possano essere d'aiuto - finchè non è omogenea e vellutata. Questo passaggio è fondamentale per favorire lo sviluppo della pasta in cottura. Poi, con un sac à poche - non fate come me che stavolta ho usato il cucchiaino..;) - deporre piccole quantitá di pasta sulla placca rivestita di carta e cuoere al centro del forno a 210 gradi circa per una ventina di minuti circa, sorvegliando la cottura.

martedì 8 aprile 2008

Post-bis

Due post in un giorno, mi sa che non capita mai piú. L'edizione straordinaria è dovuta al premio assegnatomi da Nino (grazie mille ancora!) e che io, per par condicio ;) - si puó dire a qualche giorno dalle elezioni? - attribuisco idealmente ad ognuno di voi: tutti quelli che passano, che ripassano, che commentano o restano in silenzio. Questa è una buona occasione per ringraziarvi tutti quanti!

p.s. Non sono riuscita a trovare una foto carina - reale, non un disegno - di foca che non fosse protetto da copyright. Qualcuno è cosí gentile da prestarmela? :)

Fagottini agli ortaggi

fagottini agli ortaggi

Oggi un'ideuzza veloce e sciué sciué, antipasto o aperitivo, fate voi! Noi ci abbiamo cenato perció ho solo dimezzato le dosi, originariamente per 6 persone. Adattata dal numero di maggio 2007 de La Cucina Italiana. La foto è orenda ;). Un giorno avró un banco ottico!

pasta sfoglia gr 200
asparagi, carote, zucchine in dadolata: circa 200 gr
prosciutto cotto+scamorza (o formaggio filante) a dadini: gr 100 in totale
mandorle a lamelle 1 cucchiaio
uovo 1
olio evo/sale e pepe

Saltare in pochissimo olio le verdure per qualche minuto, salare e pepare. Stendere la pasta sfoglia, cospargerla con le mandorle,piegarla a metá e ridistenderla ad uno spessore di mezzo cm scarso, poi tagliarla in quadrati. Pennellare i quadrati con l'uovo battuto, disporli in uno stampo multiplo da muffin (senza imburrare) e riempirli con la dadolata di verdure, prosciutto e formaggio. Sollevare i bordi incrociandoli a mó di fagottino, pennellare con l'uovo rimanente ed infornare per 15-20 min a 200 gradi (per me a 220, ad una temperatura inferiore il mio forno avrebbe 'sciolto' la pasta sfoglia impedendole di cuocere). ¡Qué aproveche!


giovedì 3 aprile 2008

Un fiore di ragazza

ciclamini rosa

Non io ma la persona che rivolgendosi a me dice: ''sono qui per donarti un premio, a mio dire molto speciale.
speciale come te che al di la di quel monitor mi regali una moltitudine di ricette stupende, e anche se non so molto di te, mi fido!..''

Queste le parole di Claudia. Cla, sei un tesoro :). Ti ringrazio e accetto con gioia. Sai cosa? Dovremmo ritrovarci 'scittate' al sole della tua Sicilia a leggere insieme il nostro eroe Montalbano. Il massimo dalla vita!
6e3dd6f97015a31aff60c0123b276b09.jpg
I miei due vanno a Monica 'La zuccheriera' e Adele 'Violamelanzana', miei chouchou fin da quando ho iniziato a 'bloggare' :)

Feliz fin de semana!

Il regolamento
Questo premio non vuol'essere un famelico scambio link. E' per questo motivo che ogni BlogAutore che lo riceverà potrà a sua volta premiarne soltanto altri 2..DUE..Blog..Dovrete semplicemente dare una motivazione al premiato. Sono esclusi tutti quei blog che si occupino di pedofilia-razzisti-offensivi-e altra spazzatura varia... Il premio verrà ritirato su questa pagina (non vi sono vincoli sul posizionamento lo potrete inserire dove vi è più consono )Quando si sarà accettato il Premio ed esposto sul proprio Blog si prega di segnalarcelo tramite commenti.